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"Non si pensa al valore della vita ma a calcoli di interesse"

La cerimonia, celebrata nel Palazzetto dello sport di Andria, è stata presieduta dal vescovo della città monsignor Luigi Mansi: "Temiamo che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell'Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento. Sospiriamo il giorno in cui tutto questo possa dirsi concluso". Cinquemila persone commosse e silenziose hanno reso l’ultimo omaggio. Tra loro il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

"Non si pensa al valore della vita ma a calcoli di interesse"

Un acquazzone, vento forte di maestrale e tuoni che rimbombano in un Palazzetto dello sport adibito a chiesa per un giorno in tempi record. Sembra che oggi anche il cielo volesse piangere insieme alla città di Andria nel suo giorno più triste, quello dell’ultimo saluto a tredici delle ventitré vittime dell’incidente che martedì scorso ha sconvolto la Puglia e l’Italia quando i due treni della linea Bari Nord, tra Andria e Corato, si sono scontrati causando uno dei più tragici disastri ferroviari della storia recente del Paese. La cerimonia, celebrata nel Palazzetto dello sport di Andria, è stata presieduta dal vescovo della città monsignor Luigi Mansi. Le altre, celebrate in forma privata nelle proprie chiese. Cinquemila persone commosse e silenziose che hanno reso l’ultimo omaggio a fratelli e sorelle strappate alla vita da un tragico errore umano. Tra loro, in rappresentanza del proprio dolore e di quello dell’Italia intera, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dei Trasporti Graziano Delrio. “Dio mio perché hai permesso che sia accaduto tutto questo ai nostri fratelli?”. Mons. Mansi, nella sua omelia, si fa portavoce del grido di dolore di un intero popolo. “Dinanzi a tanto dolore – ha detto mons. Mansi – abbiamo anche noi, come Gesù sulla Croce, l’impressione di essere soli e lasciacelo dire siamo turbati dal tuo silenzio. Il racconto evangelico però ci ha raccontato che quel silenzio che ha accompagnato Gesù è durato solo tre giorni. La risposta è stata la resurrezione di tuo Figlio. E questa risposta la dai anche a noi che dopo tre giorni celebriamo i funerali con vigorosa fede. Ma sappiamo che il tuo silenzio ci deve lasciare fiduciosi del compimento delle tue promesse”.

Vita dimenticata per interessi. La città ha proclamato il lutto cittadino, così come hanno fatto gli altri paesi colpiti direttamente dal disastro. Sugli edifici pubblici lo sventolio di bandiere a mezz’asta, tutti gli esercizi commerciali sono rimasti chiusi. Questo mentre nel Palasport di Andria risuonavano amarissime le parole di mons. Mansi dal sobrio altare allestito per l’occasione: “Padre, siamo convinti che l’apparente tuo silenzio ci costringe a scendere in noi stessi ed ascoltare di più la voce delle nostre coscienze a volte addormentate, zittite da prassi di vita alle quali ci siamo troppo allegramente abituati giungendo a considerarle normali, ma non lo sono. Perché non si pensa al valore della vita, delle persone ma a calcoli ottusi di convenienze e interessi. E il tutto senza scrupoli generando piccole e grandi inadempienze nei confronti del proprio dovere, inteso nel senso alto e nobile del termine. Quel dovere verso i diritti delle persone, senza diversità e distinzione”. Ma Mansi non si è fermato qui, e ha continuato accusando l’antico pregiudizio nei confronti del Sud Italia, quello che mostra il Mezzogiorno come arretrato e per il quale sembra quasi inutile investire. “Temiamo che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell’Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento. Sospiriamo il giorno in cui tutto questo possa dirsi concluso. Speriamo che si sospenda questo fare e che ci si occupi dei diritti di tutte le persone a cominciare dai più deboli e fragili, a cominciare proprio dalle periferie”.

Dopo il dolore giustizia e verità. L’incidente, il tragico rituale del riconoscimento delle vittime da parte dei parenti, poi i funerali. E dal giorno dopo la ricerca della verità. Mentre la Procura di Trani prosegue con l’inchiesta, il sindaco di Andria Nicola Giorgino, al termine della funzione religiosa, ha chiesto giustizia e verità. “C’è dolore e rabbia ma ho il dovere di chiedere con voce ferma e decisa giustizia e verità. Il nostro territorio è martoriato ma ha saputo reagire con dignità e forza. In questi giorni la quiete delle nostre città è stata squarciata da dolore, polvere e morte. E anche se c’è stata un’incredibile gara di solidarietà il dolore è troppo forte. Ma il nostro territorio saprà rialzarsi ancora una volta. Presidente guardi i volti dei familiari sofferenti e guardi le foto delle vittime. E ci prometta che non accadrà mai più un evento del genere”. Poi la citazione: “La speranza ha due figli: lo sdegno e il coraggio. Ora c’è lo sdegno ma dobbiamo far prevalere il coraggio”. In questi giorni nel cuore della Puglia si è aperta una ferita che faticherà a rimarginarsi. E il dolore che provoca quella ferita è davvero troppo grande. Ma quel raggio di sole che alla fine ha illuminato il Palasport porta un pizzico di serenità e sembra fare eco alle parole di mons. Mansi: “Questi nostri fratelli non sono caduti nel nulla, ma volati nell’abbraccio di tenerezza che solo Tu puoi”.

Fonte: Sir
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