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L'attesa di papa Francesco per una giustizia celere e gratuita

Un commento su uno stralcio della prolusione del Santo Padre all'Assemblea generale della CEI.

Parole chiave: processo canonico (1), assemblea cei (1), papa francesco (317), matrimonio (3)
L'attesa di papa Francesco per una giustizia celere e gratuita

"La spinta riformatrice del processo matrimoniale canonico – caratterizzata dalla prossimità, celerità e gratuità delle procedure – è volta a mostrare che la Chiesa è madre e ha a cuore il bene dei propri figli, che in questo caso sono quelli segnati dalla ferita di un amore spezzato”.

Le parole di papa Francesco relative al Motu Proprio del 2015 sulla riforma del processo matrimoniale canonico, pronunciate nel corso della prolusione in Assemblea CEI, testimoniano ancora una volta lo spirito dell'azione del pontefice e, allo stesso, sollecitano le diocesi italiane a realizzare, anche in ambito processuale, la spinta pastorale espressa già in Evangelii Gaudium. L'intervento del Santo Padre all'Assise dei Vescovi italiani evidenzia ancora una volta lo speciale legame che lega la sede di Pietro alle Chiese che sono nella penisola, le quali sono chiamate a realizzare, sia a livello diocesano, che interdiocesano, quelle azioni che consentano un più efficace dispiegamento delle esigenze processuali del matrimonio canonico.

“Tutti gli animatori del tribunale devono agire perché questo si realizzi e non anteporre null’altro che possa impedire o rallentare l’applicazione della riforma, di qualsiasi natura o interesse possa trattarsi” - ha detto il Papa - sottolineando che “il buon esito della riforma passa attraverso la conversione delle strutture e delle persone”. Conversione, in sede di processo matrimoniale canonico significa prestare attenzione alla persona che si ha dinanzi, con quello spirito di prossimità mostrato dalla parabola del buon Samaritano più volte invocata da papa Francesco. Il processo canonico - Francesco non si stanca di ripeterlo - deve anche curare le ferite del matrimo, secondo quell'immagine di Chiesa ospedale da campo che ha consegnato a ciascun fedele sin dall'inizio del suo pontificato.

Sono forti le parole del Santo Padre. “Non permettiamo che gli interessi economici di alcuni avvocati oppure la paura di perdere potere di alcuni vicari giudiziari frenino o ritardino la riforma”. La gratuità diventa requisito fondamentale del processo matrimoniale, perché risponde all'esigenza della Chiesa di curare quelle stesse ferite con lo spirito del Vangelo,espressa mirabilmente nell'espressione matteana: "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". Solo in questa maniera ciò che può sembrare solo fredda burocrazia può assumere un'anima, come un habitus proprio. E' l'auspicio di Amoris Laetitia, e probabilmente anche il richiamo costante di Evangelii Gaudium: "non lasciatevi rubare la speranza". La speranza di vivere anche il processo matrimoniale come un luogo di restaurazione personale, per vivere alla luce del Vangelo. 

Prossimità, gratuità e celerità devono contemperarsi, andare di pari passo, per garantire una giustizia equa, veloce, benefica. In tutto ciò non c'è spazio per interessi di parte, perché è la Chiesa intera che ha a cuore e riceve gli effetti della giustizia praticata "davanti agli uomini". 

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