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Misericordia: la via minima tracciata da Francesco

Il prossimo 27 marzo si aprirà il sesto centenario della nascita di San Francesco di Paola che coincide con il Giubileo della Misericordia. Sarà un tempo di grazia utile a riscoprire il carisma del santo patrono della  Calabria la cui fiamma, comparsa sulla sua casa il giorno della nascita, continua ad essere luce per la Chiesa

Parole chiave: Ordine dei Minimi (1), Paola (15), San Francesco di Paola (13), Misericordia (26), Calabria (63)
Misericordia: la via minima  tracciata da Francesco

Seicento anni dalla nascita di San Francesco di Paola. Il prossimo 27 marzo si aprirà un tempo durante il quale saremo chiamati a fare memoria della magnifica eridità del santo patrono della Calabria che provvidenzialmente coincide con il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco. Ne abbiamo parlato con il Correttore Provinciale, padre Gregorio Colatorti.
Qual è il messaggio di questo Giubileo che si intreccia con quello straordinario della Misericordia voluto da Papa Francesco?
L’anno giubilare è un dono che investe tutta nostra vita, oggi, in questo nostro tempo: abbiamo un Padre che ama perdutamente noi suoi figli e che sempre ci attende a braccia aperte. Padre misericordioso che in Cristo Gesù Signore è con noi, non ci lascia soli. È questa la bella notizia che continua a risuonare e risanare la nostra esistenza.
È questa è stata anche l’esperienza meravigliosa del nostro San Francesco: sentendosi miserabilissimo peccatore tutto si abbandonava nel Dio-Carità. Accostandosi a Francesco si poteva sperimentare l’amore e la misericordia di quel Dio che in Gesù si è fatto carne e tutto ha sofferto per noi.
San Francesco continua ad essere per tutti i calabresi, e non solo, un punto di riferimento per la santità. Quali i punti fondamentali del suo carisma?
Francesco, eremita singolare, vive la quaresima nell’intento di ‘essere totalmente di Cristo’. Egli indica a tutta la Chiesa la fondamentale e vitale necessità della conversione a Dio e ai fratelli. La santità dunque che è quotidiano ascendere verso Gerusalemme per una vita nuova in Cristo morto e Risorto ha bisogno della triade quaresimale preghiera, ascesi e carità. Questa è la forza, il dinamismo che muove noi figli di San Francesco prima di tutto a vivere del primato di Dio cioè a lasciare spazio, ad aprirci quotidianamente al dono della misericordia. Di conseguenza quale naturale riprova a convertire i nostri passi verso il fratello, a fargli sperimentare la gioia di essere accolto ed amato da Dio, per aiutarlo a ritrovare le strade dell’amore, della solidarietà, della condivisione.
A seicento anni dalla nascita di San Francesco qual è l’attualità del suo messaggio? Quale l’attualità del messaggio dei minimi?
Rimane valida l’attualità del carisma di Francesco di Paola e della sua famiglia: la penitenza evangelica è il punto fermo per chi desidera vivere profondamente la fede, per chi vuole incarnare il Vangelo. Come dare speranza se non si è disposti a perdere la vita? Essere luce dei penitenti significa mostrare nella propria carne la grazia di essere amati da Dio e di condividere questo amore con gli altri privilegiando poveri e bisognosi nel corpo e nello spirito. Da Minimi ai minimi, agli ultimi, a chi non conta, a chi vive nella marginalità.
Sappiamo bene che solo se riconciliati profondamente in Dio possiamo riconciliare, solo se e perché ricchi della misericordia potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali.
Quali sono le iniziative in programma quest’anno al Santuario di Paola?
Consideriamo che la celebrazione del Centenario e del giubileo in un unico anno non è non una fortuita coincidenza, ma una speciale grazia: un passaggio dello Spirito nella nostra vita perché riprendiamo con più vigore e intensità il cammino della sequela del Signore.
Non è un caso che il 27 marzo giorno della nascita si celebra la Pasqua del Signore: alla luce di questo centrale mistero, Francesco ci appare quale uomo nuovo riconciliato nel sangue misericordioso del Figlio di Dio.
Perciò questa è una precisa indicazione del modo in cui vivere l’anno centenario: qualificare la nostra vita, cioè rinascere dall’alto. E ciò vale anche per noi figli, devoti, amici e coloro che ammirano questo grande uomo di Dio.
Non c’è dubbio che oltre gli annuali festeggiamenti religiosi sono previste altre iniziative quali convegno sulla Penitenza, una mostra Lux misericordiae, concerti e tutte quelle manifestazioni atte ad ascoltare e rendere attuale l’autorevole voce di S. Francesco. Il Santuario è la casa di Francesco che in quest’anno giubilare più che mai dove risplendere di misericordia.
E ancora il lavoro del comitato regionale per veicolare il messaggio spirituale e sociale del Patrono della Calabria.
Si, si cercherà nella semplicità e sobrietà di individuare situazioni e luoghi ‘periferici’, per porre in atto segni di condivisione e di solidarietà che rimangono nel tempo. Ci auguriamo inoltre che si possano completare le opere riguardanti il museo, la pinacoteca e la biblioteca del Santuario. Sono segni concreti di quella carità culturale che la vita di San Francesco e quella della sua famiglia nel tempo ha prodotto e che si intende promuovere come via per evangelizzare in questa nostra società che rischia di perdere le radici cristiane, fondamento della nostra realtà occidentale. Dalla bellezza di un santo e delle sue opere alla bellezza di un Dio che ancora oggi con la sua misericordia rende bella la nostra umanità.
Quali le iniziative negli altri luoghi e santuari di San Francesco?
Quest'anno verdà coinvolta l'intera nostra famiglia. Il P. Generale ha invitato ogni singola comunità locale a programmare quelle iniziative miranti a legare misericordia e solidarietà nello stile del nostro Santo Padre Francesco che con semplicità ha saputo rendere visibile l’amore di Dio verso gli ultimi.

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