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"I poveri non sono numeri". L'impegno della Caritas della Bulgaria

"Servono azioni concrete in risposta alle necessità dei bisognosi". Il messaggio esemplare di Papa Bergoglio nelle parole di Emanuil Patashev, segretario generale della Caritas in Bulgaria.

"I poveri non sono numeri". L'impegno della Caritas della Bulgaria

Secondo una serie di dati economici e sociali e di rilevazioni a livello nazionale e internazionale la Bulgaria risulta essere il Paese più povero dell'Ue: la crisi qui ha avuto un impatto particolarmente forte. La Caritas però ha voluto andare oltre i numeri e scoprire le cause che generano povertà individuale, indagando anche sul contesto familiare. Il rapporto "La povertà in mezzo a noi - sviluppo dei servizi sociali" contiene le raccomandazioni rivolte al governo e ai comuni formulate in seguito all'esperienza degli operatori a diretto contatto con i bisognosi. Perché spesso i programmi destinati ai poveri non rispondono alle loro reali necessità. Iva Mihailova per Sir Europa ne ha parlato con Emanuil Patashev, segretario generale della Caritas in Bulgaria.
Quali sono i volti della povertà ritratti nel rapporto della Caritas in Bulgaria?
 "Sono quelli di bambini e ragazzi, molti delle minoranze, di famiglie con tanti figli, i cui genitori non hanno lavoro e vivono dagli assegni ai nuclei familiari. Poi gli anziani soli con pensioni molto basse, senza accesso ai servizi sanitari; i senza dimora (abbiamo un ospizio per loro a Russe); e, ancora, drogati, ragazze-madri, immigrati, soprattutto profughi. È stato aperto un centro di consultazione per i profughi a Sofia. Negli ultimi due anni le forti inondazioni nei Balcani ci hanno fatto incontrare anche con le persone colpite dalle calamità. Comunque particolare attenzione riserviamo agli anziani, ai senza dimora e ai bambini".
 Il rapporto sulla povertà non punta sulla statistica. Perché ponete l'accento sulla famiglia?
 "Abbiamo voluto andare oltre la statistica già conosciuta, perché i poveri non sono numeri ma persone concrete, e per cercare in profondità le ragioni della loro povertà. Ci siamo avvalsi dell'esperienza dei nostri operatori che sono a contatto diretto con le persone. In sintonia con tutta la Chiesa che si interroga sulle sfide di fronte alla famiglia, la Caritas in Bulgaria ha voluto vedere la povertà da questo punto di vista. La famiglia sostiene i suoi membri e in questo senso i poveri spesso sono senza famiglia o il loro disagio impatta sulla loro famiglia facendola a sua volta più povera".
Quali conclusioni avere tratto?
 "La nostra indagine ha dimostrato che se si nasce in povertà, si rimane nella povertà ed è difficilissimo uscirne. Per esempio i senza dimora: il nostro lavoro con loro è finanziato dallo Stato, che ci obbliga a fornir loro solo un tè caldo e uno snack e un letto nell'ospizio per tre mesi, dopo dobbiamo rimandarli per strada. Noi invece gli insegniamo a lavorare con il legno, a coltivare la terra per poter fare qualche lavoretto. In pratica i bisognosi non hanno nessun accesso al mercato di lavoro".
 Quali sono le raccomandazioni rivolte alle autorità?
 "A livello di strategie e normative ci sono tutte le misure per aiutare le persone indigenti. Manca però una volontà concreta e fondi per realizzare queste intenzioni. L'anno scorso in Bulgaria abbiamo avuto ben tre governi e questo ha bloccato tutto. L'esecutivo attuale è di coalizione e ogni partito ha le sue priorità. Alla fine mancano i mezzi e la politica sociale non è tra le priorità".
 Ma i poveri hanno difficoltà nell'accesso ai questi servizi…
"Per accedere ai servizi sociali il povero prima deve esserne informato e dopo deve essere in grado di fare la domanda, cioè recarsi all'apposito sportello, compilare la documentazione. Per questo la Caritas in Bulgaria ha iniziato anche ad accompagnare i poveri presso le istituzioni. Combattere la povertà con assegni e altri servizi risolve i bisogni quotidiani, ma non aiuta a reintegrarsi nella società".
La Caritas in Bulgaria rappresenta la mano misericordiosa della Chiesa cattolica. Nel pontificato di Papa Francesco i poveri hanno un posto speciale. Questo influisce sul vostro lavoro?
 "L'attenzione del Papa per i poveri ispira anche i partner con cui lavoriamo, cioè assistenti sociali, altre associazioni non governative, autorità statali e comunali. È cresciuta la stima nei nostri confronti perché per loro è chiaro che il Papa vuole una Chiesa che abbia cura dei poveri. Poi vedono che Francesco lo dimostra anche con gesti concreti e non solo a parole".

Fonte: Sir
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